domenica 12 ottobre 2008

Mutui, bufera in arrivo per tre milioni e 200mila

Mutui, bufera in arrivo per tre milioni e 200mila

Enrico Cinotti *

Liberazione del 08/10/2008

Non c'è solo il segno meno a regnare sulle Borse scosse dalla crisi dei mutui. L'Euribor, il tasso interbancario sul quale si calcolano le rate dei prestiti-casa a tasso variabile, è l'unico indice contraddistinto da un segno più. Ma non è certo un segno positivo, visti i riflessi sulle tasche dei mutuatari. Soltanto ieri, l'Euribor a tre mesi, è arrivato a quota 5,38% quando a fine settembre lo stesso indice era fermo al 5,06%. Anche l'Euribor a un mese, molto in voga nei mutui accesi in Italia, ha raggiunto i livelli elevatissimi portandosi in pochi giorni al 5,13%.

Effetti sulla prossima rata
Gli effetti immediati della bufera finanziaria, dunque, si riverseranno, ancora una volta, sulla prossima rata di chi ha acceso un mutuo a tasso variabile. Parliamo di circa 3 milioni e 200mila italiani per i quali, calcolano Adusbef e Federconsumatori, dal 2005 ad oggi gli aumenti delle rate hanno raggiunto 220 euro mensili in più da pagare.
Basta pensare che, su un finanziamento per l'acquisto di casa di 100mila euro (che è il minimo, tra quelli generalmente richiesti) ogni rialzo dell'Euribor di un quarto di punto corrisponde a 15 euro in più da tirar fuori a fine mese.

C'è chi spera nella Bce
E c'è da giurare che la corsa non si esaurirà a breve. A meno che, la Banca centrale europea, come chiedono da più parti, intenda mettere mano a un taglio dei tassi di riferimento.
Difficile, tuttavia, da prevedere al momento. Anche perché la scarsa liquidità nelle casse degli istituti di credito, rende il denaro più raro e dunque anche più caro. E questo perché, sullo stesso tasso interbancario, vengono regolati i "prezzi" dei prestiti tra gli istituti di credito. E in questo momento la banca cerca di tener "blindata" la propria cassa per renderla più "liquida" possibile.

Contrazione del credito
Questo porterà a una contrazione del credito in Italia? Al momento gli istituti di credito sono sicuramente molto più guardinghi nei confronti dei clienti di qualche mese fa.
Racconta Roberto al Salvagente , 136mila di mutuo sulle spalle, acceso nel 2003 con un tasso variabile: «Se all'inizio pagavo 345 euro di rata ora per effetto di cinque anni di rialzi la mia rata è schizzata a ben 550 euro. Sto provando a trasferire il mio prestito presso un altro istituto. Ma non è facile. In poche settimane le offerte di surroga si sono fatte sempre meno convenienti».
Ancor più complicata è la situazione legata agli investimenti. Se per i depositi - conti correnti, libretti di risparmio e assegni circolari - in caso di fallimento della banca la garanzia offerta in Italia dal Fondo interbancario di tutela dei depositi è di 103.291,38 euro (ben superiore alla media Ue dove ieri i ministri europei all'Ecofin hanno deciso di innalzare il tetto da 20mila a 50mila euro), le stesse garanzie non valgono per le azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento e polizze-vita.

Si guarda di nuovo ai titoli di Stato
Come difendersi? È il momento di guardare senza dubbio ai titoli di Stato, ma soprattutto è il caso, per chi ha ancora denaro da investire, di diversificare gli investimenti stessi. Scommettere tutto in un unico titolo, anche se emesso da uno Stato solido, non è mai consigliabile.
L'esempio del default dei bond argentini sarebbe fin troppo facile da avanzare. Non dimentichiamo, però, che gli stessi titoli Lehman Brothers, fallita il 15 settembre scorso, avevano un rating, ovvero un grado di solvibilità (che è la capacità di restituire il capitale a scadenza) ben superiore a quello che tutt'oggi le agenzie internazionali riconoscono allo Stato italiano.

* "Il Salvagente"

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