domenica 12 ottobre 2008

La crisi globale divora il colosso dei mutui

La crisi globale divora il colosso dei mutui

Guido Ambrosino

Il Manifesto del 07/10/2008

La crisi internazionale delle banche, che in Germania sconquassa la Hypo Real Estate (Hre), banca di Monaco specializzata in prestiti ipotecari nel settore immobiliare, si è rovesciata sulla borsa di Francoforte. Le azioni delle principali società considerate dall'indice Dax hanno perso il 6% del loro valore. Il Dax è sceso a 5447 punti, la quota più bassa negli ultimi due anni.
A tirare il ribasso proprio le azioni della Hre: i suoi titoli sono crollati del 35% a 4,86 euro. «Il mercato teme che gli interventi di salvataggio concordati non bastino. Non ci si fida più di quel che le banche dicono sulle loro perdite e sui loro rischi di bilancio», commenta un operatore. Quanto ai manager della Hre o non conoscono nemmeno loro le vere dimensioni dei buchi, o questi si allargano giorno dopo giorno. In un caso o nell'altro la crisi sembra fuori controllo. Il 29 settembre il governo federale e l'associazione delle banche erano intervenuti con un pacchetto di 35 miliardi di euro a sostegno della Hypo Real Estate: il governo avrebbe garantito prestiti per 26,5 miliardi, le banche per 8,5 miliardi. Ma il piano di salvataggio non ha tenuto nemmeno una settimana. Domenica scorsa si è capito che i soldi non sarebbero bastati e si è deciso, in una riunione d'emergenza, di aumentare il volume dell'aiuto di 15 miliardi, per un totale di 50 miliardi. L'importo verrà immediatamente messo a disposizione dalla Bundesbank. In seguito le banche private subentreranno alla Bundesbank con crediti privati, garantiti da azioni della Hre. Alla riunione notturna hanno partecipato, assieme al ministro delle finanze Peer Steinbrücki, il presidente della Bundesbank Axel Weber e Jochen Sanio, responsabile della Bafin, istituto di vigilanza sulle banche.
Secondo alcuni la situazione della Hre è rapidamente peggiorata in seguito al declassamento delle valutazioni sulla sua affidabilità, cui avrebbe contribuito involontariamente anche il ministro delle finanze Steinbrück, parlando all'inizio della crisi di «liquidazione controllata» dell'istituto. Secondo altri si sono invece trovati nuovi rischi nei bilanci della Hre. Voci e indiscrezioni si accavallano. Il buco «vero», si vocifera, sarebbe di 60 miliardi di euro, e potrebbe aumentare a 70-100 miliardi nel corso del 2009. Il ministro delle finanze ora se la prende con i manager della Hypo. Per Steinbrück è «impensabile» che i responsabili della crisi della banca restino al loro posto. Vacillano dunque le poltrone del presidente della Hre, Georg Funke, e di Kurt Viermetz, presidente dell'organismo di controllo della società. Ma la punizione di due dirigenti certo non basterà a ristabilire la fiducia nel sistema bancario. Consapevole dell'ampiezza della crisi, domenica la cancelliera Angela Merkel ha promesso una garanzia statale su tutti i conti e depositi privati presso le banche: «Diciamo alle risparmiatrici e ai risparmiatori, che i loro depositi sono al sicuro». L'intento è quello di evitare reazioni di panico.
Già esistono meccanismi di garanzia. Un fondo obbligatorio delle banche garantisce, in caso di insolvenza, il rimborso del 90 per cento dei depositi, fino a 20 mila euro per ogni risparmiatore. Per il restante dieci per cento scatta un'assicurazione volontaria, fino al 30% del capitale della banca insolvente. Almeno in teoria, il piccolo risparmiatore è tutelato. L'ulteriore garanzia dello stato fino all'ultimo euro senza limiti di importo dovrebbe piuttosto rassicurare i grossi capitali.

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