sabato 10 marzo 2018

Donne e molestie

Eva Cantarella su "la stampa" del 3.3.2018 dichiara: " Noi europei siamo diversi dagli americani. Dolce stil novo, donna angelicata: nella nostra storia c’è il corteggiamento, una pratica molto importante per il rapporto tra sessi. Quello che non mi piace di #Me Too è rappresentare uomini e donne come categorie diverse: gli uomini necessariamente maiali e le donne tutte angioletti. No. Un conto è l’attrice che rischia una parte altro la commessa con 7 figli che rischia il posto. Vivendo in Usa dai racconti delle mie studentesse ho imparato che non esiste il flirt. Da loro è tutto codificato. Per i primi appuntamenti usano i termini del baseball: 1st base un bacio, 2nd petting e così via. Poi c’è il «One night stand» (rapporto sessuale occasionale ndr) e per non avere problemi non chiedono neanche il nome al partner.
E ancora. Un giorno alla Nyu il preside chiese a un mio collega d’indossare occhiali da sole alla lezione perché una sua allieva sosteneva che lui la guardava. L’uomo predatore è sempre esistito e purtroppo esisterà però credo che questo clima di diffidenza e divisione non solo sia controproducente ma anche pericoloso per i rapporti tra sessi e in particolare per noi donne."

domenica 11 febbraio 2018

https://youtu.be/8uzuNgRsadg

domenica 14 gennaio 2018

https://youtu.be/5SbZirjZ-yU

sabato 9 settembre 2017

Meglio usare frutta a km zero

L’avocado che lascia senz’acqua migliaia di cileni. http://google.com/newsstand/s/CBIwhIbTwjU

mercoledì 31 agosto 2016

Dio odia le donne

Quando si tratta di discriminare la donna, le principali religioni monoteiste sono tutte d'accordo. Ogni donna sarà etichettata come figlia di Maria o figlia di Eva: la donna è l'origine del peccato, la tentatrice che seduce e porta alla perdizione. E allora la religione, alibi del patriarcato, serve per opprimere e sconfiggere, secolo dopo secolo, millennio dopo millennio; e allora serve un dio maschio, un figlio di dio maschio, un profeta maschio, sacerdoti maschi. Norme, tradizioni e costumi hanno l'unico scopo di perpetuare il controllo sociale sulla donna, spesso grazie alla sua pia connivenza, ancora più spesso attraverso l'assuefazione alla violenza. Giuliana Sgrena svela e denuncia tutte le forme di questo odio nei confronti delle donne. Da fenomeni estremi come l'infibulazione "faraonica " e lo stupro di guerra, che se ripetuto per dieci volte fa sì che la donna sia finalmente convertita, a tragedie quotidiane come il femminicidio, versione contemporanea ma non meno cruenta del delitto d'onore, con cui il maschio rivendica il possesso della moglie, figlia, sorella, il diritto di deciderne la vita o la morte. Ma esistono anche prevaricazioni più sottili e subdole, come l'ideale di purezza e verginità, che condiziona le donne nelle scelte di vita, nel ruolo sociale, perfino nell'abbigliamento. Giuliana Sgrena risale alla radice stessa della sottomissione femminile, mostrando quanto ancora oggi la legge della religione riproduca la la subalternità della donna al "primo sesso".