giovedì 19 giugno 2008

Tav, spunta un nuovo tracciato

PIEMONTE - Tav, spunta un nuovo tracciato
SARA STRIPPOLI
19 giugno 2008, LA REPUBBLICA Torino

A Susa l´uscita del tunnel e una superstazione internazionale

"Nello studio di Ltf per la prima volta si dà pari dignità a temi ambientali e aspetti ferroviari"

Il futuro dell´alta velocità potrebbe veder nascere una grande stazione internazionale viaggiatori a Susa, accessibile da tutta la valle. A Susa ci sarebbe anche l´uscita del tunnel di base (passando sotto il fiume Cenischia) che nella ipotesi originaria doveva essere a Venaus e nel dossier presentato a luglio a Bruxelles dal governo Prodi era indicata a Chiomonte. Le novità sono inserite in uno studio condotto da Ltf e coordinato da Gerard Cartier (project manager che ha lavorato anche al tunnel sotto la Manica), presentato ieri durante la riunione dell´Osservatorio tecnico. Uno studio realizzato su richiesta dei sindaci della Bassa valle e su mandato della Cig, la commissione intergovernativa italo-francese. Con un obiettivo primario molto apprezzato anche dagli amministratori della valle, quasi tutti presenti all´incontro di ieri: «Sviluppare considerazioni non solo dal punto infrastrutturale, ma di eseguire anche una riflessione più ampia che valorizzi le potenzialità del territorio». Un approccio diverso e innovativo di ispirazione francese: «Per la prima volta - ha spiegato il presidente dell´Osservatorio Mario Virano - gli aspetti ambientali e paesaggistici sono stati messi sullo stesso livello delle tecniche ferroviarie».
«I tecnici italiani che sinora hanno lavorato dovrebbero impallidire», è il commento del presidente della comunità montana Antonio Ferrentino. Il quale però ribadisce che l´idea degli amministratori della Val di Susa resta quella che si debba partire dal nodo di Torino e non dal tunnel: «Anche se non si può non plaudire alla suggestione che ha tenuto conto di ogni minimo dettaglio per garantire il rispetto e la valorizzazione del territorio». È il caso dell´indicazione sull´opportunità di recupero di strutture esistenti come l´ex caserma Cascino di Susa o la vecchia polveriera, ritenuta «un sito molto pregiato dal punto di vista ambientale», per la quale si intravede un futuro come parco.
Oltre allo spostamento del tunnel di base (lungo 12,1 chilometri nella parte italiana e 57,1 in totale), il nuovo studio prevede anche la riduzione del tunnel dell´Orsiera, che da 22 chilometri passerebbe a 11,4. La zona a cielo aperto nella tratta internazionale, da Sant´Antonino al confine, in quest´ipotesi si riduce a 3,4 chilometri.
E mentre ieri il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli ha risposto al question time alla Camera ribadendo che la Torino-Lione «è una delle opere principali del Paese» e ha confermato che i lavori dell´Osservatorio non saranno prorogati di sei mesi ma scadranno secondo programma il 30 giugno, il presidente Virano ha annunciato che la prossima tappa - incontro numero 70 - è fissata per il 25 giugno.
Quel giorno Rfi dovrebbe presentare il progetto da Vaie a Settimo («Sempre che rispettino i patti», dice Virano). Dal 27 al 29 giugno ci sarà una tre giorni di full immersion per la presentazione delle conclusioni a Palazzo Chigi. Un «conclave», come ama definirlo Virano, o anche un «ritiro», se si preferisce la metafora calcistica, che si svolgerà nel silenzio di Pracatinat. Una tre giorni al termine della quale si dovrebbero tirare le somme definendo il progetto «ideale» fra le tante ipotesi di tracciato di cui si è parlato finora: «Non è detto che una sia incompatibile con l´altra», chiarisce Virano.

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