giovedì 26 giugno 2008

Mutui subprime, retata a Wall Street

Mutui subprime, retata a Wall Street

di Andrea Greco

la Repubblica del 20/06/2008

Ondata di arresti dell´Fbi. In carcere anche due ex manager di Bear Stearns. Centinaia di arresti, in carcere due manager Bear Stearns

Un anno dopo l´annuncio di problemi dei due fondi hedge di Bear Stearns che hanno il poco invidiabile vanto di avere aperto la crisi mondiale, i loro due gestori, sotto inchiesta da parte dell´Fbi, finiscono in carcere. Matthew Tannin è stato fermato in New Jersey, il collega Ralph Cioffi nel suo appartamento di Manhattan. Sono accusati di cospirazione e frode. «Capri espiatori», dicono gli avvocati, colpiti per essere i primi di una lunga serie di manager che hanno contribuito a volatilizzare 400 miliardi di dollari. Conto peraltro parziale. Il braccio investigativo del Dipartimento di giustizia degli Usa li accusa di avere «gravemente violato la fiducia pubblica», tradendo gli investitori mai messi al corrente dell´andamento reale dei fondi, che gestivano 1,8 miliardi volatilizzati alla bancarotta giunta l´estate scorsa.
Tappata con faticosi interventi delle banche centrali - specie la Fed di Washington - la falla finanziaria, sembra giunto il momento della sanzione per chi ha sbagliato; altro passaggio fondamentale nelle ricorrenti catarsi del capitalismo anglosassone. Così ieri il Dipartimento e l´Fbi hanno annunciato la messa in stato di accusa - negli ultimi tre mesi e mezzo - di 406 persone, con centinaia di arresti, per frodi legate all´erogazione dei mutui di cattiva qualità. "Operazione ipoteche maligne", è il nome dell´inchiesta, che si allarga a tutti gli stati americani. I numeri sono impressionanti: 287 arresti da marzo (173 persone già condannate), 60 solo nelle ultime 24 ore.
I due fondi, lanciati nel 2006 all´apice del boom creditizio, fin dalla primavera scorsa erano nei guai, per l´eccessivo uso della leva debitoria e l´alta esposizione ai mutui subprime (circa il 60 per cento del patrimonio, secondo l´inchiesta parallela della Sec che vigila sul mercato). Nel mirino dell´Fbi ci sarebbe, soprattutto, lo scambio di e-mail fra i due manager, da cui emergerebbe che mentre dichiaravano pubblicamente che non c´era nulla da preoccuparsi, erano pienamente coscienti dell´agonia dei due fondi. In una comunicazione inviata dal suo indirizzo privato Tannin suggeriva al collega la possibilità di discutere la chiusura degli hedge fund. Ci ha poi pensato il mercato, quando l´estate scorsa è giunta la bancarotta, primo evento di una catena di sventure che a fine anno ha portato l´allora quinta banca statunitense tra le braccia di Jp Morgan, a un valore ormai simbolico.
Inchieste e arresti non significano, però, che la crisi nata dai subprime sia finita. I listini hanno perso oltre il 20 per cento da inizio anno, anche se, dicono in tanti, «il peggio è alle spalle». Ieri l´indice Dow Jones ha perso quota 12mila punti in avvio, dopo l´uscita dell´indice Fed di Philadelphia sull´attività manifatturiera, sceso di 17 punti contro le attese di 10 punti. Poi Wall Street ha azzerato le perdite. Il segretario al Tesoro, Henry Paulson, ha detto che «i mercati devono essere preparati a eventuali nuovi fallimenti, dobbiamo limitare la percezione che alcune aziende siano troppo grandi per fallire». Paulson ha chiesto una normativa più severa, e che la Fed abbia nuovi poteri per garantire la stabilità finanziaria e la massima trasparenza di quelli che a Wall Street sono (erano?) chiamati masters of the universe.

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