lunedì 21 aprile 2008

California, Stati Uniti d'America. Dal mutuo subprime alla baraccopoli

California, Stati Uniti d'America. Dal mutuo subprime alla baraccopoli

di Gianni Ventola Danese
Liberazione del 20/04/2008

Braccialetto rosso, viola o bianco? E' questa oggi la realtà del cosiddetto popolo dei subprime, le vittime della bolla speculativa immobiliare statunitense. Hanno perso la casa, pignorata dalle banche, e si sono ritrovati in mezzo a una strada, homeless, da un giorno all'altro. Il giorno prima erano media borghesia, benestanti, come ce ne sono tanti anche da noi, con un lavoro e un mutuo da pagare. Ora vivono accampati in baraccopoli e tendopoli (shanty towns e tent city, detto in inglese dà perfino l'idea di qualcosa di suggestivo) che nascono spontaneamente nell'interland di Los Angeles, California. La mitica California. E sono così tanti che l'efficienza americana è corsa subito ai ripari istituendo dei posti di controllo all'entrata delle tendopoli. Anche le tende non sono per tutti, decide il colore del braccialetto. Bianco, hai accesso. Rosso, sei respinto. Viola, da decidere. Vicino ai binari della ferrovia che porta dritti all'aeroporto Ontario di Los Angeles spicca una tenda rossa che porta la scritta "Registration". Paradossale, ma questa è una baraccopoli particolare dove è necessario registrarsi, come negli hotel. Lo può fare solo chi dimostra di avere subìto il pignoramento di una precedente dimora.
Nell'area di Ontario i pignoramenti hanno raggiunto il record di uno su ogni 43 famiglie e la situazione è particolarmente critica. Il nostro inviato dall'inferno è Patrick Ersig, uno dei tanti che documenta tutto e pubblica i suoi video su YouTube. Nell'era di Internet le notizie arrivano direttamente da dove nascono, per mano dei protagonisti. Impiegato presso una piccola azienda informatica, una moglie e due figli piccoli che scorazzano in bicicletta tra le tende. Una bandiera a stelle strisce, consunta, è stata issata, con orgoglio tutto americano, sopra un panorama che potrebbe essere quello di Nairobi. Camper abbandonati che sono diventati alloggi di fortuna, baracche improvvisate con materiali di scarto, lamiere, plastiche, tante piccole tende che hanno sostituito il tetto per cui non era più possibile pagare il mutuo, latrine da campo, fango e condizioni igieniche precarie. Immagini dal "giudizio universale" o, come afferma Patrick, dal "Giudizio Economico" sceso sulla Terra.
Siamo nel sud della California, e la tendopoli accoglie nuovi rifugiati, di giorno in giorno, e nuovi braccialetti scattano ai polsi di gente che fino al giorno prima aveva una vita assolutamente normale: la casa, il Suv, il baseball nel cortile con i propri figli. Ora le tende sono 150, le persone che vivono in questo campo sono ormai quasi 400. Ma come si vive? Senza elettricità, alcuni dormono nelle automobili, quelle che non sono state requisite dalle banche, gli attacchi acqua sono solo due, per 400 persone. Inutile dire che si vive in condizioni da Terzo mondo. Un paesaggio che aspetta solo le telecamere del regista Michael Moore, per denunciare ciò che nessun americano medio avrebbe mai osato immaginare. In un altro video, è Tom a parlare. Magro, abbronzato, e arrabbiato. Non lo hanno accettato, porta al polso il braccialetto rosso, lui una casa non ce l'ha mai avuta. Si allontana maledicendo il suo cosiddetto paese.
La crisi dell'economia americana fa le sue prime vittime, e c'è chi teme che tutto questo sia solo l'inizio. La mancanza totale di uno stato sociale, la latitanza di un vero sistema assicurativo, fanno sì che perdere la casa rappresenti per molti una crisi senza via d'uscita, l'inizio di una nuova vita. Così le tendopoli continuano a sorgere, come funghi: a Sacramento, Fresno, San Francisco, nei canyon nei dintorni di San Diego. Cose mai viste nella assolata California.
E' per quanto sta accadendo che nelle loro prossime sedute i parlamenti degli stati americani dovranno affrontare innanzitutto le conseguenze del tracollo del sistema finanziario riflesso nella crisi dei mutui e nella crisi bancaria, e il fatto che il Congresso federale ha sostanzialmente deciso di non fare nulla. L'associazione dei parlamentari degli stati (Ncsl) ha recentemente condotto un sondaggio d'opinione da cui risulta che quello del bilancio è l'argomento più scottante che i parlamentari debbono affrontare nel 2008. Mark Falzone, vice presidente della Ncsl e parlamentare nello stato del Massachusetts, ha dichiarato: per l'anno nuovo «attendiamo il peggio». Per affrontare la situazione il governatore Schwarzenegger vuole dichiarare una «emergenza fiscale», che comporterebbe tagli del 10 per cento del bilancio e il rilascio anticipato di 20mila detenuti per risparmiare sui costi. Ma non è tutto. Schwarzenegger vorrebbe raccomandare in primo luogo la privatizzazione delle infrastrutture, come da tempo richiedono Felix Roharyn e George Shultz, secondo la formula da essi sperimentata in Cile, dove la fecero applicare dal regime fascista portato al potere nel 1973.
Il governatore della California propone inoltre che gli sia concesso di ricorrere a sua discrezione alla Performance Based Infrastructure (Pbi), un altro nome per la partnership pubblico privato (Ppp). Chiederà ai parlamentari dello stato di concedergli il potere di «espandere quei progetti, servizi ed enti di governo che possono rientrare nel modello Pbi»; in altre parole ben poco resterà in mano alle funzioni del governo, sotto il controllo e la direzione dei funzionari democraticamente eletti. A questa cessione dei poteri ai big della finanza si aggiungono i tagli feroci alla sanità, l'istruzione e i servizi sociali.
Commentando le decisioni di Schwarzenegger, Lyndon LaRouche, attivista politico e presidente del "Movimento internazionale per i Diritti Civili", ha notato che una dichiarazione di emergenza economica in California equivale ad un'emergenza in tutti gli Stati Uniti, se si considera l'importanza e le dimensioni economiche dello stato. Ricordiamo che la California era uno dei massimi polmoni agro-industriali alla base della potenza economica americana, ma che nell'ultimo ventennio ha perso centinaia di migliaia di posti di lavoro qualificati, precariamente sostituiti da lavori sottopagati nei servizi, turismo e intrattenimento. A proposito delle politiche dei repubblicani, LaRouche ha dichiarato che «le misure del governatore della California non sono che una palese ammissione del fallimento economico completo della presidenza Bush, fin dal primo giorno, non solo per la California ma per tutto il paese».
Nel frattempo il numero delle tendopoli come quella di Ontario continua ad aumentare esponenzialmente, e oggi sono 200mila le persone diventate homeless, assistite dalle associazioni di volontariato. La situazione continua a peggiorare, ma non senza aspetti cinicamente surreali. Ne è un esempio quello che accade, non solo in California, ma anche nel Michigan: gli agenti immobiliari affittano dei bus per portare potenziali acquirenti a fare il giro delle case pignorate, finite sul mercato a prezzi convenienti. Le case abbandonate dai proprietari sono talmente tante che occorre pianificare un "giro turistico" per visitarle tutte. E allora pullman granturismo con aria condizionata e sistema di filodiffusione. Benché l'occasione sia ghiotta per chi ha qualche soldo da investire, sono decine di migliaia le case che restano invendute. La città di Philadelphia ha proposto una moratoria a questo triste mercimonio, ma naturalmente banche e agenti hanno gridato allo scandalo illiberale.
A Miami, luogo dove ogni europeo cafone con due quattrini ambiva a comprarsi l'appartamentino, adesso tre camere, due bagni, giardino e garage si vendono ad appena 100mila dollari (meno di 70mila euro) ma nessuno se li compra. Nel New England, una ditta di traslochi si è specializzata nel "bonificare" le case abbandonate dai proprietari sfiniti dal mutuo, che spesso se ne vanno lasciando i mobili dentro. La ditta svuota e rivende all'asta: un bel business. Non tutti vanno via senza fiatare. Le banche sono indignate perché molti, prima di consegnare le chiavi agli istituti di credito divenuti proprietari, si vendicano bucando pareti, sfondando bagni, devastando cucine, allagando salotti. La banca chiede i danni, ma chi dorme in macchina ha ormai poco da perdere. Qualche banca è arrivata a offrire mille dollari per andare via senza spaccare tutto.
E in Italia? Risale a pochi giorni fa una ricerca di Altroconsumo : su una platea di circa 530mila famiglie, quelle con problemi di insolvenza sono circa 110mila, mentre 420mila sono in difficoltà. Col decreto Bersani è possibile trasferire il proprio mutuo su un'altra banca più conveniente e a costo zero. Ma alcuni istituti di credito si sono rifiutati di farlo. Ecco l'elenco: Bnl, Unicredit, Deutsche Bank, Banca Sella, Bipop Carire, Banca Popolare di Bergamo, Banca Popolare di Verona e Novara, Banca Popolare di Lodi, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare di Vicenza, Banca Regionale Europea, Banco di Brescia, CariParma, Credit Agricole, Banca Nuova.

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