venerdì 5 dicembre 2008

"I nuovi palazzi? L´Expo?" Tutti regali agli speculatori"

"I nuovi palazzi? L´Expo?" Tutti regali agli speculatori"
RODOLFO SALA
VENERDÌ, 05 DICEMBRE 2008 LA REPUBBLICA - Milano

L´economista Marco Vitale boccia la politica della giunta: l´idea di una dimensione centralizzata non funziona più

C´è un chiaro patto, oltretutto privo di pensiero e strategia se non quella di fare soldi L´Esposizione? Sia uno stimolo
Riportare in città 700mila persone senza pensare ai servizi comuni e ai trasporti sarebbe uno sconquasso

«Vogliono solo dare mano libera agli speculatori. Con questa idea pazza di portare i residenti a Milano a due milioni in pochi anni. E anche con l´Expo, che viene vissuto come un mito, come se le grandi città abbiano bisogno di un evento straordinario per rilanciarsi». Giudizio durissimo, quello dell´economista Marco Vitale, sul nuovo corso imboccato dalla giunta in materia di urbanistica.
Che cosa c´è che non va nel piano dell´assessore Masseroli?
«Il vizio di fondo è la pretesa di disegnare un nuovo profilo di città basato su una dimensione centralizzata che ormai non funziona più. Milano, la Grande Milano, deve essere riprogettata come un´area vasta, con servizi comuni, a partire dai trasporti».
Invece?
«Si pensa semplicemente di riportare entro i confini daziari 700mila persone che negli ultimi decenni sono andate a vivere nell´hinterland. È un´idea sbagliata, se dovesse essere realizzata sarebbe uno sconquasso: per Milano e per i Comuni limitrofi. E lo sa perché?».
Lo dica.
«I signori che amministrano Milano non si sono neppure posti il problema di aprire un confronto con i sindaci di questi Comuni, dove abitano coloro che si pretende di trasferire. È una logica di autosufficienza fuori dal tempo. Ma al di là delle chiacchiere, i propositi della giunta sono chiarissimi: aumentare in modo generalizzato gli indici di edificabilità, mandando un segnale preciso ai costruttori».
Quale messaggio?
«Mano libera, si può fare quello che si vuole. Lo so anch´io che ci sono casi in cui un´alta edificabilità è non solo ammissibile, ma anche auspicabile. Per esempio: di fronte a un progetto serio finalizzato ad attrarre in città giovani e studenti, non ci sarebbe nulla da eccepire. Ma qui si parla di aumentare gli indici in modo discriminato, e in totale assenza di progetti. Questi mi ricordano Ceausescu».
Che cosa c´entra il dittatore comunista romeno?
«Anche lui voleva trasferire per decreto i suoi concittadini da un posto all´altro. Con le buone, ma soprattutto con le cattive».
Che cosa ne deduce?
«Che tra chi amministra Milano e gli speculatori è stato stretto un patto. Oltretutto privo di pensiero e di strategia, se non quella di fare soldi».
L´altra notte il consiglio comunale ha approvato un emendamento di Forza Italia che porta da 0,30 a 1 l´indice di edificabilità per le aree con vincolo decaduto fino a 10mila metri quadri, e che prescrive di riservare il 50 per cento dei nuovi insediamenti a edilizia convenzionata. Che ne pensa?
«È giusto alzare gli indici per costruire case riservate ai meno abbienti. Ma per perseguire questo obiettivo ci vuole un progetto serio e complessivo, che allo stato manca. Ho l´impressione che questa cosa serva solo per dare completa mano libera su tutto il resto».
Si sostiene che la Milano con due milioni di abitanti è pensata nella prospettiva dell´Expo.
«Un serio piano urbanistico va sganciato dall´Expo. Certo, bisogna tenerne conto, ma così è un grande imbroglio».
Perché?
«Bisogna dotarsi di un piano urbanistico perché la città ha un sacco di problemi e non perché ci sarà l´Expo. È un segno di debolezza pensare che il rilancio possa essere perseguito e garantito solo grazie a eventi straordinari. Su questo bisognerebbe aprire un ampio dibattito, ma è impossibile, perché questi fanno solo intimidazioni».
Il 2015 come pretesto per favorire l´assalto del partito del mattone?
«L´Expo non è più una manifestazione di grande rilievo, com´era fino a metà del Novecento. Ora interessa fondamentalmente i costruttori, gli speculatori immobiliari e poco altro».
Una cosa inutile e dannosa?
«No. Resta comunque un evento significativo, che può funzionare come stimolo e collante di cose comunque giuste da fare. Ma ciò si verifica solo se l´evento straordinario si inserisce in una strategia preesistente, alla quale dà consistenza e prospettiva. Non se Milano si siede in attesa di Godot».
Non è questo il caso?
«L´assenza di progettualità, il deplorevole livello della nostra amministrazione comunale, il predominio assunto da specifici centri di potere economico fanno correre il rischio che l´Expo si traduca addirittura in un danno per la città».

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