mercoledì 31 dicembre 2008

Così nasce un ecomostro 18 anni di storia italiana

Così nasce un ecomostro 18 anni di storia italiana
GIOVANNA VITALE
Mercoledì, 31 Dicembre 2008 la Repubblica - ROMA

Dai trucchi degli sbardelliani ai condoni di Berlusconi ai cambi d´uso

È una storia fatta di furbizie, malaffare e inefficienza della pubblica amministrazione, quella che ha consentito la cementificazione selvaggia lungo via di Acilia. A raccontarla è Angelo Bonelli, ex consigliere regionale e deputato dei Verdi, che ne ha seguito e contrastato l´iter sin dagli esordi, quando a capo della XIII circoscrizione c´era proprio lui. «Le 12 palazzine sequestrate dalla Procura sono il simbolo di una delle pagine più brutte e buie dell´Urbanistica romana la cui vicenda inizia il 30 maggio 1990» dice. Fino a quel giorno, infatti, l´area dove sarebbero sorte le Terrazze del Presidente, nome suggestivo mutuato dalla vicinissima tenuta quirinalizia di Castel Porziano, era destinata a verde e servizi pubblici. Un terreno di proprietà degli immobiliaristi Salvatore Ligresti e Antonio Pulcini, sul quale volevano costruire un centro produttivo e perciò avevano chiesto l´autorizzazione al Comune di Roma. Ma poiché il Comune tardava a rispondere «l´allora assessore regionale all´Urbanistica Paolo Tuffi» (democristiano di fede sbardelliana) «si avvalse dei poteri sostituivi e rilasciò la concessione edilizia all´Eur Servizi terziari di Ligresti per ben 360mila metri cubi», prosegue Bonelli.
Non passano neppure 15 giorni dal rilascio della concessione edilizia che «l´allora assessore all´Urbanistica del Campidoglio, Antonio Gerace» (altro dc fedelissimo di Sbardella) «con un tempismo quanto meno sospetto riappone i vincoli, facendo tornare la destinazione dell´area a verde pubblico e servizi». Purtroppo, però, i lavori erano iniziati e gli scheletri degli immobili per uso ufficio e negozi ormai eretti. Partono perciò i ricorsi di varie associazioni ambientaliste e dei Verdi, che assegnano una doppia vittoria: prima il Tar del Lazio e poi il Consiglio di Stato annullano la concessione edilizia del 30 maggio ´90. L´ecomostro è abusivo: per legge deve essere abbattuto. Ma è una vittoria di Pirro. In soccorso della Eur Servizi Terziari arriva il governo Berlusconi. Durante la discussione in Parlamento del secondo condono edilizio, l´ex ministro ai Lavori Pubblici Radice dà parere favorevole a un emendamento di An che consentirà la maxi-sanatoria. L´art.39 del ddl 724/94 prevedeva infatti che potessero essere condonati solo immobili con un volume non superiore a 750 metri cubi. Grazie alla modifica viene aggiunto un comma: "Il limite di cui sopra non si applica per le concessioni annullate in sede giurisdizionale". Se non è una norma ad hoc per le Terrazze del Presidente, poco ci manca: «Un grande favore a uno dei più potenti costruttori e finanzieri d´Italia», taglia corto Bonelli.
Siamo alla fine degli anni ´90, nel frattempo la proprietà passa interamente a Pulcini, la giunta Rutelli approva una delibera che impone ai proprietari di immobili sanati il pagamento di una serie di oneri concessori e la costruzione di alcune opere pubbliche. Nel caso specifico, il raddoppio di via Acilia, il sottopasso tra questa e la Colombo, la risistemazione di un parco. Quando, tra il 2003 e il 2004, dopo una lunghissima istruttoria, la pratica di condono viene completata, il Campidoglio concede il cambio di destinazione d´uso delle Terrazze da uffici a residenziale. Ma, a distanza di anni, delle infrastrutture da realizzare a carico del costruttore non c´è ancora traccia.

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