martedì 22 luglio 2008

Una funivia sulle Cinque Terre "Fermatevi, è uno sfregio al parco"

LIGURIA - Una funivia sulle Cinque Terre "Fermatevi, è uno sfregio al parco"
MARCO PREVE
la Repubblica 22/07/2008

Dovrà collegare uno dei sentieri più affollati dai turisti - la via dell´amore o sentiero azzurro - sopra il comune di Riomaggiore, alla cima del monte Parodi, ad un´altezza di 600 metri dove si trova il forte di Bramapane.
Bonanini difende la scelta del Parco e della Regione Liguria (che per l´opera stanzierà in totale un milione di euro) di un «ascensore che unisce, come un´opera d´arte e che avrà una sola campata, quindi un impatto assolutamente minimo». Anzi Bonanini rilancia e annuncia che il Parco ha già presentato ricorso nei confronti del Genio Militare che un anno fa ha venduto ad una società privata di Pavia, la Cinque Forti srl, l´ex forte militare di Bramapane «senza rispettare l´opzione di prelazione che ci spettava e che non ci è stata neppure offerta».
Ma partiamo dalla funivia che potrebbe essere lunga circa due chilometri. E dalla delibera del Consiglio Nazionale di Italia Nostra dopo la segnalazione del presidente regionale dell´associazione, Giovanni Gabriele. «Una struttura di questa natura - dicono da Italia Nostra - determinerebbe l´occupazione di spazi attualmente liberi nel luogo di partenza e in quello di arrivo con la inammissibile alterazione della delicata morfologia del territorio e dunque con lesione della stessa integrità fisica di aree protette».
Nel mirino la visibilità della struttura: «L´impianto, con la realizzazione delle invasive stazioni a valle e a monte e la successione dei piloni di sostegno, altererebbe l´immagine del parco, interferendo nelle molteplici visuali da terra e dal mare».
In conclusione, secondo l´associazione Italia Nostra, ci si trova di fronte all´«introduzione di un sistema artificiale di mobilità dentro il parco e in zona di protezione naturalistica sul modello, del tutto estraneo al paesaggio costiero, delle attrezzature a servizio delle zone sciistiche di montagna».
«Non capisco la critica perché il progetto definitivo ancora non c´è - replica Bonanini che è anche il presidente dell´Agenzia Turistica regionale - . L´idea in ogni caso è quella di realizzare una funivia che parta da mezza costa, ad una sola campata, senza piloni intermedi e con strutture necessarie solo ad ospitare i macchinari meccanici. Tra l´altro il percorso è in una valle chiusa, senza vista sul mare. È una scelta per alleggerire la costa. Attualmente le migliaia di visitatori, quasi tutti escursionisti, si concentrano in una porzione minima di territorio, il 4 forse il 5%. In più, con la funivia, si potranno offrire opportunità turistiche anche ai comuni e ai borghi dell´altro versante della val di Vara».
Il dibattito sulla futura funivia conferma l´altissimo livello di sensibilità ambientale che circonda il Parco delle Cinque Terre, patrimonio Unesco. E che, se da un lato costringe Bonanini alla difesa, dall´altro lo vede all´attacco, impegnato a sua volta in una battaglia contro il Genio Militare che ha venduto il forte Bramapane ad un´immobiliare di Pavia. «Vogliamo bloccare tutto - spiega Bonanini - . Non ci è stato permesso di esercitare la nostra prelazione per acquistare l´area. È chiaro che i vincoli impediscono tentativi di speculazione, ma se hanno acquistato qualche speranza devono averla e noi certo non vogliamo far loro un regalo portando la gente con la funivia. Noi su quelle aree vogliamo ci siano biciclette e cavalli, non alberghi esclusivi».

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