lunedì 30 marzo 2009

Piombo Fuso a Gaza. «I rabbini incitarono i soldati alla guerra santa»

l'Unità 30.3.09
Piombo Fuso a Gaza. «I rabbini incitarono i soldati alla guerra santa»
di Umberto De Giovannangeli

Drammatiche testimonianze dei militari coinvolti nelle operazioni militari nella Striscia. «Sembrava una missione religiosa» dice il soldato Ram. Un altro accusa i rabbini: «Dicevano: per i nemici punizione divina».

Guerra agli infedeli. Gli «infedeli» di Gaza. Racconta il soldato Ram: «Il loro messaggio è stato molto chiaro: noi siamo i giudei, noi siamo arrivati in questa terra per miracolo, Dio ci ha riportato qui e ora noi dobbiamo combattere per espellere gli infedeli che stanno interferendo con la nostra conquista di questa terra occupata». Ram ha fatto parte di un reparto di élite di Tsahal nei giorni dell’operazione «Piombo Fuso» nella Striscia. Quando parla di «loro», Ram si riferisce ai rabbini ortodossi e ultranazionalisti dell’esercito. L’Unità ha avuto modo di prendere visione delle testimonianze di soldati e ufficiali che hanno partecipato ad un meeting organizzato dalla Scuola di Preparazione Militare dell’accademia Oranim, nel nord d’Israele. Alla conferenza erano presenti decine di allievi della scuola militare: tutti hanno prestato servizio nelle unità di combattimento di Tsahal e hanno partecipato attivamente agli attacchi israeliani contro la Striscia di Gaza condotti dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009 (oltre 1300 morti, più di 5000 feriti, secondo stime palestinesi e internazionali).
È sempre il soldato Ram a parlare: «Abbiamo provato – dice – sensazioni simili a quelle di una missione religiosa». Le operazioni sono cominciate con un sergente credente che «ha riunito l’intero plotone e ha guidato la preghiera per coloro che stavano per partire in missione». «Anche quando eravamo in missione hanno spedito opuscoli pieni di salmi. Credo che nella casa dove alloggiavamo avremmo potuto riempire una stanza con tutti i salmi che avevamo ricevuto».
I RACCONTI
«Nessuno di noi contestava la legittimità di colpire quelli di Hamas, ma l’uccisione di decine di civili non poteva essere liquidata come un “effetto collaterale”… E a chi poneva questi problemi, un rabbino estremista ha risposto: I nemici di Eretz Israel si meritano la punizione divina, voi siete lo strumento…», racconta il soldato Yossi. Aviv, ufficiale della riserva, ricorda che nel vivo dell’offensiva a Gaza, rabbini oltranzisti inviarono lettere aperte al premier Ehud Olmert nelle quali si utilizzavano passi della Torah per giustificare il pugno di ferro contro i palestinesi. La legge della Torah autorizza l’uccisione di uomini, donne, anziani, neonati e animali (del nemico), afferma il rabbino Yisrael Rozin.
Per parte sua, il rabbino ultraortodosso Shlomo Elyaho ha sottolineato che «Se noi uccidiamo 100 dei loro ma loro rifiutano di smetterla (di lanciare razzi), allora dovremmo ucciderne 1000; e se noi uccidiamo 1000 dei loro e loro non la smettono, allora dovremmo ucciderne 10.000 e dobbiamo continuare ad ucciderli anche se arrivano ad un milione, con tutto il tempo necessario per ucciderli. I Salmi dicono: «Io devo continuare a cacciare i miei nemici ed a fermarli, ed io non smetterò fino a che non li avrò completamente finiti».
IL GUARDIAN RILANCIA
Sulla «sporca guerra» di Gaza torna anche il quotidiano britannico The Guardian, con un dossier documentato sul campo, dal quale emerge che i militari dell’Idf (le forze armate dello Stato ebraico) avrebbero utilizzato bambini palestinesi come scudi umani per difendersi dagli attacchi dei miliziani di Hamas, come avrebbero bombardato scuole e ospedali e come avrebbero infine colpito la popolazione civile con i droni radiocomandati. I vertici di Tsahal accusano il tabloid inglese di «lettura unilaterale, forzata dei fatti». «Le prove raccolte, le testimonianze, sono a disposizione di chiunque voglia davvero accertare la verità», è la risposta che viene da Londra.

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