martedì 7 aprile 2009

«Su Internet tutta la verità su Tuvixeddu»

«Su Internet tutta la verità su Tuvixeddu»
ANTHONY MURONI
L'Unione Sarda 06/04/2009

Annunciata la pubblicazione su Internet delle migliaia di pagine («solo l’indice ne conta 150») di atti in possesso di Nuova Iniziative Coimpresa: «Affinché la gente che si vuole informare in maniera completa possa farsi un’idea attendibile». Gualtiero Cualbu non molla. Anzi è pronto a rilanciare. Carte e sentenze alla mano, il numero uno di Nuova Iniziative Coimpresa si ribella a chi vorrebbe che la politica continuasse a ostacolare il piano di riqualificazione dei colli di Tuvixeddu e Tuvumannu. E agli ambientalisti che ancora parlano di lotta per la salvaguardia e di rischio cementificazione ricorda che prima dell’accordo di programma «l’area di Tuvixeddu era un immondezzaio a cielo aperto, un luogo dove si spacciava la droga, si praticavano la prostituzione e l’abusivismo, venivano smontate e nascoste auto e moto rubate e i monumenti funebri della necropoli punica venivano saccheggiate dai tombaroli». Pratiche che sono cessate da quando lo stesso Cualbu ha provveduto, a sue spese, a recintare e bonificare l’intera area. ATTACCHI CONTINUI. Ora che è cambiata l’amministrazione regionale e che il nemico Soru è passato a guidare l’opposizione, l’impresa che aveva firmato con Regione, Comune e Soprintendenza l’accordo di programma per la riqualificazione si aspettava di poter riprendere e ultimare i lavori. «E invece ci troviamo a sopportare nuovi attacchi, come se le undici sentenze dei vari tribunali amministrativi che ci hanno dato fin qui ragione fossero carta straccia». «VIA ALL’OPERAZIONE VERITÀ». E allora Cualbu annuncia di voler avviare un’operazione-verità, pubblicando su Internet le migliaia di pagine («solo l’indice ne conta 150») di atti in suo possesso: «Affinché la gente che si vuole informare in maniera completa possa farsi un’idea attendibile ». LE TAPPE DELLA VICENDA. Nel frattempo ripercorre le tappe di una vicenda che per ora non ha consentito a Cagliari di contare sui parchi urbano e archeologico che erano in fase di realizzazione, sull’asse stradale che avrebbe consentito di velocizzare i collegamenti tra le parti est ed ovest della città e sulla valorizzazione della zona di via Sant’Avendrace e via Maglias. «Gli ambientalisti sanno che il piano di riqualificazione prevede che i parchi urbano e archeologico avrebbero consentito di vincolare 210 mila metri quadri contro gli attuali 10.800, su aree cedute dai privati?», si chiede Cualbu. «E sanno che l’asse stradale in costruzione aiuterebbe a decongestionare il traffico di viale Merello, piazza D’Armi, viale San Vincenzo e Porta Cristina?» «NESSUNA SPECULAZIONE». Spesso si è parlato di una presunta speculazione edilizia da parte degli stessi privati, magari nascosta dietro gli interventi di utilità pubblica: «Ma può essere definita tale l’edificazione di 95 mila metri quadri per edifici privati su un totale di 440 mila dell’intera riqualificazione? Si sappia che l’indice di edificabilità è il più basso della città». Ce n’è anche per la precedente Giunta regionale: «Gli ultimi tre anni sono stati surreali», ricorda Cualbu, «ancor più se si pensa che inizialmente il presidente Soru, dopo aver esaminato i progetti, si era detto favorevole all’intervento. Poi è arrivato il voltafaccia ». DALLE CRITICHE AI DECRETI. Furono mesi di attacchi e critiche, fino al decreto regionale del 9 agosto 2006, che bloccò i lavori nell’intera area di Tuvixeddu. Da allora la palla è passata nelle mani dei tribunali amministrativi, che per undici volte hanno dato ragione al gruppo Cualbu e torto a Regione e ambientalisti. «I cagliaritani devono sapere quali sono state le conseguenze degli atti adottati dalla vecchia amministrazione regionale», prosegue: «anzitutto il blocco dei lavori per i parchi e la viabilità, oltre alla perdita di alcuni finanziamenti pubblici, con danni per l’intera comunità. Senza contare quelli ingiustamente causati al privato, che ora sarà costretto a ricorrere al giudice civile per ottenere i risarcimenti». Ora la palla passa alla Giunta Cappellacci: «Speriamo che quanto prima il comitato di sorveglianza dell’accordo di programma garantisca la corretta ripresa delle opere», conclude. «Noi non ci siamo mai sottratti al confronto con il precedente esecutivo regionale e altrettanto faremo con l’attuale, in un clima leale e trasparente, che tenga conto dei diritti di tutte le parti in causa».

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