martedì 4 gennaio 2011

"Israele preparava la guerra in Medio Oriente"

La Repubblica 3.1.11
"Israele preparava la guerra in Medio Oriente"
Le rivelazioni in un dispaccio di WikiLeaks del 2009: gli obiettivi erano Hamas e Hezbollah
Il capo di stato maggiore avrebbe informato una delegazione del Congresso Usa
di Fabio Scuto

GERUSALEMME - Il fiume delle rivelazioni di WikiLeaks è arrivato a Israele, ieri una manciata di cablogrammi inviati dall´ambasciata Usa di Tel Aviv è comparsa sul giornale norvegese Aftenposten. Del resto era stato lo stesso fondatore di WikiLeaks Julian Assange ad annunciare la scorsa settimana che il suo website si apprestava a rivelare 3.700 documenti riguardanti Israele, tutti documenti scottanti relativi agli ultimi cinque anni, dalla guerra contro il Libano del 2006 all´operazione "Piombo Fuso" a Gaza del 2009, ai preparativi di un attacco contro l´Iran per fermare il programma nucleare degli ayatollah di Teheran.
Secondo il quotidiano scandinavo, il capo di stato maggiore israeliano, Gabi Ashkenazi, incontrando una delegazione del Congresso americano alla fine del 2009, ha riferito che Israele si preparava a «una guerra su larga scala» in Medio Oriente, probabilmente contro Hamas e Hezbollah, ancor prima che contro l´Iran. «Sto preparando l´esercito israeliano a una guerra su larga scala, perché è più semplice trasformarla in una piccola operazione piuttosto che fare il contrario», ha detto il generale Ashkenazi, citato in un documento dell´ambasciata americana a Tel Aviv, datato 15 novembre 2009. «La minaccia del lancio di razzi contro Israele è più grave che mai. È per questo che Israele reputa tanto importante la difesa antimissilistica», ha aggiunto il generale Ashkenazi alla delegazione americana che era guidata dal deputato democratico Ike Skelton, secondo il cablogramma citato dal giornale.
L´incontro fra il chief of Staff israeliano e il congressman statunitense è avvenuto due mesi dopo il lancio test in Iran di un missile da crociera di tipo "Shabab". In quella occasione il capo di stato maggiore israeliano ha sostenuto che Teheran disponeva già di circa 300 missili di quel tipo in grado di raggiungere Israele e che in caso di attacco lo Stato ebraico avrebbe solo tra dieci e dodici minuti per reagire a un attacco missilistico di quel genere.
Ma anche se la minaccia di un attacco dell´Iran è grave, sono i gruppi integralisti Hamas e Hezbollah - sempre sostenuti dagli ayatollah - a turbare i sonni dei generali israeliani. I due movimenti islamici dispongono di razzi con minore gittata ma con una precisione di gran lunga superiore ai missili balististici iraniani. «Hamas avrà la possibilità di colpire Tel Aviv, dove si trova la più alta concentrazione di popolazione israeliana», ha detto Ashkenazi durante l´incontro.
In un´altra nota, derivante da una serie di colloqui il 2 e 3 settembre 2009 tra alti ufficiali israeliani e una delegazione del Congresso Usa guidata dal senatore Kirsten Gillibrand, se ne ricava una valutazione dell´Operazione Piombo Fuso a Gaza. Durante quel mese di guerra l´Esercito israeliano avrebbe operato con potenza limitata e senza nessuna intenzione di tornare a occupare il territorio di Gaza, decidendo anche di non entrare nelle principali aree urbane della Striscia. Il risultato - dice un generale al senatore Gillibrand - «è stato che un´operazione che doveva durare tre giorni ha preso invece tre settimane». La guerra di Gaza nel dicembre 2008-gennaio 2009 provocò circa 1.400 morti tra i palestinesi, soprattutto civili, e 13 negli israeliani, di cui dieci soldati.

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