martedì 15 dicembre 2009

Eternit: “Facciamo emergere la verità. Facciamo trionfare la giustizia”

Eternit: “Facciamo emergere la verità. Facciamo trionfare la giustizia”

di Comitato Vertenza Amianto (Casale Monferrato)

Oltre 3000 persone in corteo a Casale il 1° Dicembre, per ricordare tutte le vittime di amianto davanti allo stabilimento Erernit e centinaia di bandiere tricolori con la scritta “ETERNIT GIUSTIZIA” appese alle finestre e ai balconi di Casale Monferrato e Cavagnolo ganno accompagnato simbolicamente la forte aspettativa di giustizia che l'intera comunità martoriata dall'amianto coltiva nei confronti del processo che vede imputati Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier De Marchienne iniziato a Torino il 10 dicembre.

Le vittime sono oltre 3000 tra ammalati e deceduti, causate dagli stabilimenti Eternit di Casale M.to, Cavagnolo, Bagoli e Rubiera (RE)

Si dice che in Italia diminuiscono gli infortuni sul lavoro (1200 circa) e che questi dati si attestano sulla media europea, anzi si aggiunge che togliendo gli infortuni "in itinere" (e quindi non dovuti al lavoro direttamente) il trend infortunistico starebbe sensibilmente diminuendo ma non è così.

Dobbiamo ricominciare a dire forte, che questi lavoratori hanno perso la vita a causa dell'organizzazione lavorativa. Vi chiediamo di aiutarci a far conoscere tutto ciò ma non solo: spesso in Italia quando si parla di danni alla salute vengono forniti dati incompleti, specie per quanto concerne le migliaia di morti per cancro e malattie professionali. Nel nostro Paese, di lavoro si continua a morire, silenziosamente e non per tragica fatalità.

Abbiamo il bisogno di far sapere che è possibile far emergere la verità e far trionfare la giustizia anche attraverso lo strumento della denuncia penale che, grazie ad un lavoro straordinario del Procuratore di Torino Raffaele Guariniello e dei suoi collaboratori.

Nei 3/4 del pianeta si estrae e si lavora ancora l'amianto, prendestinando alla morte per dolo ed irresponsabilità, ancora centinaia di migliaia di lavoratrici e cittadini.

Anche per questo il Comitato Vertenza Amianto delle Associazioni casalesi unitamente a CGIL, CISL e UIL, rivolgono un appello agli organi di informazione affinchè sia garantita la necessaria divulgazione pubblica di questo importantissimo processo, il più grande sulle morti bianche ed ambientali d'Europa.

L'appello ai media

Quanti Tg,quante reti,quante radio raccoglieranno questo civilissimo appello? Quanti dedicheranno loro un’apertura,un titolo di prima,un approfondimento in prima serata?

In questi giorni abbiamo assistito ad una amplificazione oscena e programmata con cura della sentenza di Perugia, Per la ennesima volta un drammatico delitto “privato” è stato trasformato in un grande evento pubblico che ha cancellato tutto il resto,oppure lo ha relegato sullo sfondo.

Perché il grande delitto collettivo di Casale Monferrato non suscita altrettanta passione e compassione?Forse perché questo delitto collettivo non risponde allo spirito dei tempi,mette in questione l’organizzazione del lavoro e i valori dominanti,non serve a chi deve sfamare,anche politicamente,l’industria della paura?

Non chiediamo altro che di essere smentiti,anzi ci piacerebbe aprire la Tv e vedere in prima serata un grande plastico con la fabbrica,accanto gli esperti che spiegano nel dettaglio come il veleno abbia fatto il suo corso, e magari sentir leggere le denunce dell’epoca e le risposte della diverse autorità,ed ancora ci piacerebbe poter ascoltare e vedere le voci e i volti di chi non si è arreso e che reclama solo giustizia e verità,non per spirito di vendetta,ma per impedire che ad altri accada quello che loro hanno dovuto subire.

Del resto se gli studi Tv,specie quelli pubblici,possono ospitare inquisiti e condannati eccellenti,perché mai non potrebbero ospitare cittadini incensurati che chiedono giustizia?

Forse il loro torto è proprio questo:invece di continuare a ricercare la verità e a rispettare la leggi potevano cercarsi un protettore potente,magari uno stalliere mafioso.
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da radicali.it

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