mercoledì 26 agosto 2009

Gli Usa non mollano l'osso

Gli Usa non mollano l'osso

Antonio Sciotto

il manifesto del 22/08/2009

Incriminati ex manager Ubs e un legale: favorivano le frodi

Se qualcuno pensava che il capitolo «lotta all'evasione» si potesse concludere - almeno per questo periodo - con l'accordo Usa-Ubs di qualche giorno fa, si deve ricredere: gli States di Barack Obama hanno deciso di perseguire duramente i trasgressori e adesso sono passati a una guerra aperta contro il segreto bancario svizzero, arrivando a incriminare un manager della Neue Zurcher Bank (Nzb), quadro di Ubs fino al 2002, e un avvocato di uno studio legale zurighese: i due sono accusati di aver aiutato clienti statunitensi ad evadere le tasse e di aver corrotto un funzionario svizzero. Intanto proprio ieri è arrivata la sentenza di un caso che ha molto fatto discutere in America, quello del manager - anche lui ex Ubs - Bradley Birkenfeld: rischiava cinque anni per aver aiutato un miliardario americano, Igor Olenicoff, a evadere le tasse, trasferendo 200 milioni di dollari in Svizzera e in Liechtenstein; è stato condannato a 40 mesi, perché ha confessato e collaborato. Inoltre, Birkenfeld aveva fatto da corriere per ricchi statunitensi, trasportanto clandestinamente gioielli e oggetti d'arte, fino a nascondere un diamante nel tubetto di dentifricio, per poterlo far entrare negli Usa.
La denuncia contro il banchiere e l'avvocato zurighesi è il terzo procedimento di questo tipo delle autorità Usa contro manager di banche svizzere accusati di aver aiutato gli evasori fiscali. Il primo ad essere denunciato era stato proprio Birkenfeld; il secondo Raoul Weil, ex responsabile della gestione patrimoniale, che non si è presentato dinanzi alle autorità americane ed è quindi stato dichiarato latitante. Tornando ai due personaggi denunciati ieri, il Wall Street Journal parla di quattro clienti citando l'atto di accusa: si tratta di Jeffrey Chernick e John McCarthy, due uomini d'affari che si sono già dichiarati colpevoli di aver evaso il fisco, e di altri due clienti rimasti anonimi.
I due accusati «hanno falsificato documenti bancari per far sembrare che gli asset dei loro clienti americani appartenessero a cittadini svizzeri - dice la denuncia - e hanno falsificato documenti per far sì che il rimpatrio degli asset sembrasse un'eredità ricevuta dall'estero». «Hanno spiegato ai loro clienti che i loro asset sarebbero stati più al sicuro alla Nzb visto che la banca non è presente negli Stati Uniti» e quindi «era meno probabile che le autorità americane potessero fare pressione per ottenere le loro identità». Il manager coinvolto nella vicenda è stato licenziato non appena appreso della denuncia, ha annunciato la Nzb.
Il banchiere e l'avvocato avrebbero aiutato Chernick e McCarthy a evadere le tasse attraverso società a Hong Kong collegate a un conto corrente Ubs. Inoltre - secondo il Dipartimento di giustizia Usa - i due avrebbero versato 45 mila dollari in favore di «un rappresentante del governo svizzero» per sapere se Chernick figurava nella lista dei 285 nomi che Ubs ha consegnato lo scorso febbraio alle autorità americane». Ieri il ministero pubblico della Confederazione elvetica ha confermato di aver avviato un'inchiesta contro ignoti per corruzione e violazione del segreto d'ufficio, mentre sembra che le autorità abbiano già emesso mandati di cattura nei confronti dei due uomini.
«La mossa degli Usa - afferma il New York Times - apre un nuovo fronte nella sfida fra Washington e la tradizione del segreto bancario svizzero ed è un segnale di come le autorità americane stiano ampliando il proprio attacco al segreto bancario. In Svizzera ci sono circa un terzo dei 7 mila miliardi di asset che si ritiene siano depositati offshore». «Si tratta di un nuovo passo nell'ambito degli sforzi per perseguire gli asset in paradisi nascosti, non importa dove» - ha spiegato il commissario dell'Internal Revenue Service (Irs, agenzia del fisco Usa) Douglas Shulman, precisando che le autorità «stanno ottenendo l'accesso a un numero crescente di informazioni su istituzioni e individui coinvolti in schemi di evasione fiscale tramite paradisi offshore».

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