domenica 24 luglio 2011

Multe e processi per gli israeliani accusati di boicottare le colonie sulle terre palestinesi occupate

L’Unità 13.7.11
Multe e processi per gli israeliani accusati di boicottare le colonie sulle terre palestinesi occupate
Il nodo del 1967 Netanyahu di fronte a Obama si è rifiutato di riconoscere le risoluzioni Onu
Dal Meretz a Kadima si allarga il fronte degli oppositori: «È incostituzionale»
Legge bavaglio in Israele ma è boomerang
Passa alla Knesset dopo un infuocato dibattito la legge «contro il boicottaggio delle colonie» sulle terre occupate nel ‘67. Ma è un boomerang per il Likud e già si annuncia un ricorso per incostituzionalità.
di Rachele Gonnellui

La legge chiamata «contro il boicottaggio» è passata lunedì notte alla Knesset, il parlamento israeliano, in un’aula prima incandescente e poi semivuota. Ma quella che in Italia verrebbe ribattezzata «legge bavaglio» rischia di trasformarsi in un boomerang, una vittoria di Pirro per il Likud e il governo Netanyahu. I voti a favore sono stati 47 e 38 i contrari. Questi ultimi però molto significativi e già ieri è stato annunciato dall’associazione Adalah per i diritti civili un ricorso alla Corte Suprema per incostituzionalità.
La legge, sponsorizzata da Ze’ev Elkin del Likud e dal ministro delle Finanze Yuval Steinitz, colpisce le ong e le associazioni israeliane senza scopo di lucro che lanciano o forniscono informazioni per campagne internazionali di boicottaggio di istituzioni accademiche o realtà economiche che sostengono le colonie israeliene nei territori occupati dal 1967. Si tratta di norme capestro che prevedono multe salate e procedimenti giudiziari o per cooperative e aziende che si rifiutano di utilizzar i prodotti delle colonie, l’esclusione dai contratti governativi e per le onlus la cancellazione dall’elenco delle aziende che non devono pagare le tasse.
«Siamo tornati al bolscevismo anni 30», ha tuonato Nino Abessadze, centrista Kadima. Ancor più duro Ilan Gilon, della sinistra del Meretz, ha parlato di una legislazione «che
getta nell’imbarazzo e nel discredito internazionale la democrazia di Israele».
Per Eilat Maoz della Coalition of Women for Peace è «una chiara persecuzione contro noi attivisti dei diritti civili» E già prima del voto alla Knesset il consigliere legale del Parlamento Eyal Yanon aveva avvertito che «parti della normativa sono da considerare ai margini della legalità e anche oltre», scrive il quotidiano progressista Haaretz. E lo storico movimento di attivisti israeliani per la pace Peace Now ha annunciato l’apertura di una pagina su Facebook per portare avanti, per la prima volta, il boicottaggio di prodotti dalle colonie illegali.

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