giovedì 2 settembre 2010

Cellule da embrioni per curare pazienti ciechi o paralizzati. "Sarà una rivoluzione"

La Repubblica 31.8.10
Usa, staminali su cavie umane: via al primo test
Cellule da embrioni per curare pazienti ciechi o paralizzati. "Sarà una rivoluzione"
L´esperimento della Geron su una ventina di malati nonostante lo stop dei fondi pubblici
di Angelo Aquaro

NEW YORK - Christopher Goodrich diventò quasi cieco a 7 anni e adesso che ne ha 55 già assapora il miracolo. «Solo il pensiero di poter riguadagnare la vista, poter correre in bicicletta e rivedere la luna è fantastico», dice questo signore di Portland, Oregon, che ha deciso di accorciare la distanza tra l´uomo e Dio: sulla propria pelle.
Per la prima volta nella storia una clinica degli Stati Uniti testerà la terapia con le cellule staminali su alcune cavie umane. Su uomini come Christopher affetti dal morbo di Stargardt, una malattia degenerativa che provoca la cecità. Su uomini come quei 10 pazienti paralizzati da un cedimento della spina dorsale. «Siamo più che ottimisti» dice al Washington Post Thomas B. Okarma della Geron, l´azienda californiana che il mese scorso ha ricevuto dal governo l´ok per la sperimentazione e che nel giro di una o due settimane darà il via ai test. «Se abbiamo visto giusto, rivoluzioneremo la cura di molte malattie croniche».
L´ora dei miracoli scocca in un momento delicatissimo per la ricerca. La settimana scorsa una corte federale ha bocciato le direttive con cui Barack Obama aveva autorizzato gli esperimenti con gli embrioni dopo gli stop dell´era di George W. Bush. Non è un caso che la Geron sia un´azienda privata: la sentenza ha bloccato tutte le sperimentazioni che ricevevano un aiuto pubblico, sostenendo che la riforma infrange il divieto del Congresso di sovvenzionare ricerche che comportano la distruzione di embrioni. La questione è nota: per ottenere le cellule si uccidono gli embrioni e quindi - dicono tanti cristiani - si uccide una vita potenziale. L´amministrazione ha già annunciato che ricorrerà: ma intanto il capo del Consiglio nazionale della Salute, Francis Collins, ha dovuto mandare una e-mail agli scienziati americani per stoppare le iniziative con gli aiuti pubblici.
La Geron è privata, e poi il via libera era già arrivato: così gli esperimenti cominceranno nei prossimi giorni. A una decina di pazienti saranno iniettati fino a 2 milioni di staminali, tecnicamente delle cellule progenitrici di oligodendrociti, destinate a formare una specie di "calotta" intorno alla spina dorsale danneggiata. E presto potrebbe arrivare il verde della Fda anche per la Advanced Cell Technology, altra azienda californiana che spera di ridare la vista iniettando dalle 50 alle 200mila cellule negli occhi di 12 pazienti come Christopher, che progressivamente sostituire quelle degenerate.
Sia nel primo sia nel secondo caso, gli esperimenti sui topi hanno già dato esito positivo. Ma il via ai test sta già provocando polemiche: non solo etiche. Come si comporteranno le staminali iniettate nel nostro corpo? «C´è il rischio di impiantare cellule che possono causare tumori» dice Johan Gearhart dell´università di Pennsylvania. Che fare? Forse ha ragione Hank Greely, bioetico di Stanford: «Se crediamo che funzionano, qualcuno dovrà pure essere il primo a testarle». Per i malati come Christopher, l´unica cosa che conta.

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